Una delusione di amore o la rottura di un rapporto lungo e duraturo possono creare sconforto tale da spingere a ricorrere ai riti del dominio. Questi sono dei rituali di magia nera per legare a sé una persona; vengono usati soprattutto per richiamare un ex che se n’è andato.

Sono chiamati anche rituali del comando  (o anche malefici.  Come fa intuire il nome stesso, è un cerimoniale di tipo impositivo; quindi quello è ciò che si otterrà, l’imposizione del proprio volere a un altro soggetto. Con un rito del dominio non si arriva a una relazione stabile e un sentimento condiviso, perché uno dei due l’avrà imposto all’altro.

In sintesi, si può definire il rito del dominio come la versione della magia nera di un legamento d’amore. E’ difficile che generi un innamoramento, o che regali lieti fine coronati dal matrimonio o dalla convivenza. Non ci si lasci ingannare quindi. Se anche l’altra persona viene da voi, o torni nel caso di un ex, difficilmente è vero amore. Un esempio letterario esiste anche nella saga di Harry Potter. La madre di Voldemort aveva così irretito il suo amato; illudendosi che lui la amasse, aveva smesso di stregarlo. Risvegliatosi dall’incantesimo, l’uomo se ne andò, lasciando la donna nella disperazione.

Le origini antiche del rito del dominio

Uscendo dalla letteratura, scopriamo nei documenti storici prove delle origini antiche del rito del dominio. Fra gli antichi latini erano molto diffusi gli amatoria pocula, espressione che si può tradurre con filtro d’amore. Il loro utilizzo era vietato già nel V secolo avanti Cristo.

Erano molti i ciarlatani, infatti, che si spacciavano per stregoni, quando in realtà vendevano intrugli potenzialmente velenosi.  Eppure la tradizione popolare era così fortemente sentita che i filtri amorosi continuarono a essere prodotti e somministrati, tanto da indurre a una legge ancora più dura. Nell’81 avanti Cristo non solo il divieto fu ribadito, ma fu introdotta la pena di morte per coloro che fossero stati scoperti a preparare un amatoria pocula. Eppure, i filtri d’amore esistono ancora oggi, sopravvivendo a leggi e divieti.

L’imperatore che impazzì per un rito d’amore

Non si pensi che i riti del dominio e gli altri legati all’amore fossero superstizioni soltanto del popolo. Anche gli imperatori vi ricorrevano. Almeno così racconta lo storico Svetonio dell’imperatore Caligola. Secondo le dicerie la matrona Cesonia aveva somministrato a Caligola un rito di dominio, rendendolo pazzo.

Non ci sono prove della realtà dei fatti, ovviamente, ma resta una storia molto particolare. Cesonia era molto più anziana dell’imperatore e già sposata a un altro uomo, eppure Caligola la volle per sé; ebbe per la donna una passione ardente, tanto che sembra la mostrò nuda agli amici. Un comportamento davvero degno di follia.

Una leggenda popolare vuole che anche il poeta Lucrezio fosse stato vittima di un filtro d’amore o di un rito del dominio. Sarebbe stato questo a spingerlo a definire l’amore come una follia.